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15 Ottobre: oggi mobilitazione internazionale
Categoria: Materiali tratti dalla rete Data pubblicazione
Riceviamo e pubblichiamo.
Il 15 Ottobre noi, cittadini e cittadine, scenderemo in piazza per manifestare indignazione e rabbia per la soppressione dei nostri diritti e delle conquiste sociali, colpevoli, i poteri economico-politici, e le lobby sindacal-padronali.
Il movimento spagnolo “Democracia real YA” ci invita in questo giorno, a partecipare ad un’azione di protesta internazionale, sottoscrivendo il loro appello o proponendone uno proprio.
E’ arrivato il momento di alzare la voce e di riappropriarci della nostra Dignità di Uomini Liberi.
Il nostro futuro e la nostra esistenza sono in gioco e nulla può trattenere la forza di milioni di persone unite da un intento comune.
Affermando “Non siamo merce in mano a politici e banchieri”, in Spagna, migliaia di persone sono scese in piazza il 15 Maggio per riappropriarsi di una democrazia più partecipativa.
Lottare, contro la corruzione dilagante del sistema politico e mostrare il proprio dissenso ai tagli indiscriminati sulla spesa sociale.
Il successo di quella prima grande manifestazione ha determinato la nascita di vari movimenti spontanei, si sono costituiti presidi permanenti nelle piazze di tutto il paese, simili alla prima occupazione di Piazza Tahrir al Cairo.
Questi presidi hanno dato luogo ad assemblee popolari nei quali i cittadini hanno discusso dei propri obiettivi e delle proprie scelte, utilizzando un processo decisionale inclusivo ed orizzontale.
Il movimento “15M” ha attraversato le frontiere alimentando azioni e proteste in numerose città del mondo.
Un’imponente manifestazione si è svolta contro il Patto dell’Euro lo scorso 19 Giugno.
Sotto la pressione del potere finanziario, i governanti “lavorano” e si impegnano solamente per il raggiungimento del profitto più indiscriminato a discapito della stragrande maggioranza della popolazione che subisce un vero e proprio massacro sociale.
L’azione imperialista e colonialista delle “potenze” bellico –economiche U.S.A. in testa, si abbatte inesorabilmente sulle popolazioni più povere, si giustificano e si promuovono guerre e devastazioni ambientali in nome di una falsa democrazia che nasconde solamente il progetto di sfruttamento di quelle terre e delle popolazioni che li abitano.
I padroni e le lobby ci spogliano dei nostri diritti, delle nostre conquiste sociali e della prospettiva di una società libera giusta ed egualitaria.
Per questo vi invitiamo a unirvi a questa lotta, diffondendo il messaggio” uniti siamo capaci di cambiare questa intollerabile situazione”.
Le nostre vite e il nostro pianeta valgono più dei loro profitti.
Oggi 15 Ottobre è ora di farci ascoltare. Uniti per il cambiamento radicale, per la giustizia sociale e per la libertà collettiva ed individuale.
Segui le informazioni internazionali sul 15 Ottobre su: Web DRY Internacional: http://international.democraciarealya.es/
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Ultima modifica il Giovedì, 13 Ottobre 2011 13:54
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New York, centinaia di arresti tra i dimostranti anti-Wall Street
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I manifestanti protestano da due settimane contro le logiche dell'alta finanza e le politiche adottate dall'amministrazione Obama per fronteggiare la crisi. L'intervento della polizia quando hanno bloccato il traffico sul ponte di Brooklyn.
Circa 700 persone aderenti alla campagna contro Wall Street sono stati arrestati a New York. Le forze dell'ordine sono intervenute quando i dimostranti hanno bloccato il traffico sul ponte di Brooklyn e hanno cercato di dar vita a un corteo non autorizzato. "Vergogna, vergogna" hanno urlato i manifestanti all'indirizzo degli agenti. Testimoni hanno raccontato di averne visti moltissimi ammanettati, seduti a terra mentre tre pullman arrivavano per portarli via. Un portavoce della polizia ha dichiarato che erano stati ripetutamente avvertiti che se avessero invaso le corsie destinate ai veicoli sarebbero stati arrestati.
La protesta del movimento Occupy Wall Street (Occupare Wall Street) va avanti da due settimane e si sta estendendo ad altre città, a cominciare da Washington e Boston. Nella capitale del Massachusetts oggi sono state fermate 24 persone che partecipavano a un sit-in non autorizzato davanti alla sede di Bank of America, che di recente ha annunciato un piano di tagli per 30.000 impiegati con risparmi stimati in cinque miliardi di dollari fino al 2014.
A New York circa 2.000 dimostranti - disoccupati, reduci di guerra, studenti, insegnanti - hanno installato il loro quartier generale a Zuccotti Park, tra la Broadway e Liberty Street, non lontano dai grattacieli di Wall Street. E hanno intenzione di rimanerci per mesi. Da lì, verso le 15.30 ora locale, si sono mossi in direzione del ponte di Brooklyn, distante circa quattro chilometri. Una marcia con cui hanno voluto, tra l'altro, sostenere il movimento SlutWalk contro gli abusi sessuali sulle donne.
Il movimento contesta le politiche seguite per fronteggiare la crisi economica. Il collante è la protesta contro le logiche di Wall Street, ma anche la delusione nei confronti del presidente Barack Obama che a loro avviso, come ogni presidente, è "schiavo" di quelle logiche. L'ispirazione viene dagli "indignados" spagnoli, dalle manifestazioni greche, dalle rivolte in Egitto e in Tunisia, dalle tende montate dai manifestanti a Tel Aviv. "Questa protesta è l'unico modo per rappresentare noi stessi", spiega Norman Koener, un insegnate di Filadelfia venuto a New York per sostenere il movimento anti Wall Street. "Il Congresso non legifera per noi, e Obama è andato contro tutti i suoi propositi iniziali. Non penso che riuscirà ad essere rieletto ma del resto anche i Repubblicani sono un fallimento. A che serve votare per due partiti corrotti? L'unica soluzione è la democrazia che si vede in questa piazza", conclude amaro il professore.
Quello di Zuccotti Park non è un vero e proprio accampamento perché le tende sono proibite. I manifestanti dormono avvolti in teli di plastica. Ma hanno allestito una cucina e una biblioteca e hanno sparso in giro poster in cui sono enunciati chiaramente i loro slogan. Negli ultimi giorni sono andati tra loro il regista Michael Moore e l'attrice Susan Sarandon. Appoggio alla protesta arriva anche dai cittadini di New York: non sono pochi i passanti che offrono donazioni e alcuni ristoranti hanno donato del cibo.
La rete di comunicazione grazie alla quale il movimento si sta allargando ad altre città si avvale dei mezzi ormai imprescindibili in questi casi, YouTube, Facebook, Twitter. Da Zuccotti Park vengono trasmessi aggiornamenti in tempo reale in streaming e si fa circolare un quotidiano, The Occupied Wall Street Journal. Il 6 ottobre il movimento si sposterà a Washington, simbolo della politica e delle lobby, in occasione del decimo anniversario della guerra in Afghanistan. da la repubblica 2 ottobre 2011
link al sito https://occupywallst.org/
Ultima modifica il Domenica, 02 Ottobre 2011 14:56
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Lettera aperta all’amministrazione comunale, all’ASIA e ai cittadini tutti
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La solita vigliacca litania, la stantia propaganda che parte guarda caso da amministratori aziendali e istituzionali inadempienti con la pletora dei loro pennivendoli, costoro per l’ennesima volta promuovono una campagna di calunnia e di delegittimazione contro i lavoratori dell’ Asia. Ci tacciano di inottemperanza, di pressappochismo e svogliatezza. Vuoi vedere che la campagna di calunnie contro i cosiddetti fannulloni impulsata da quell’essere antropomorfo; tal ministro Brunetta, ha fatto scuola?
La colpevolizzazione dei lavoratori, in particolare quelli dell’azienda Asia, é la foglia di fico con la quale le Istituzioni Regionali, Provinciali ,Comunali e il C.d.A. ASIA vogliono nascondere le vergogne di vent’anni anni di gestione commissariale dell’ emergenza rifiuti.
Bonsignore, Turiello, Ferrara, Biondi, Fortini e Losa sono nomi che i cittadini non conoscono, costoro sono stati e sono i presidenti e vice –presidenti responsabili del C.d A. ASIA.
Questi signori profumatamente stipendiati e liquidati con milioni di euro sono stati e sono i responsabili della gestione, e dell’organizzazione della raccolta dei rifiuti solidi urbani in città. Questi scienziatoni hanno sperperato centinaia di milioni di euro, soldi pubblici! Il risultato è davanti agli occhi di tutti, una città di un milione di abitanti, superate le soglie del terzo millennio, sommersa e ammorbata ciclicamente dall’immondizia.
I primi quattro come abbiamo detto, si sono dimessi con liquidazioni milionarie. Fortini è ancora in carica; dicono, a titolo gratuito, egli garantirebbe l’azienda nei confronti delle banche. Le banche si fidano probabilmente, perché questo signore rappresenta la continuità con le politiche inceneritoriste imposte alla Campania con il ferro e con il fuoco.
Noi lavoratori, più volte da dodici anni, abbiamo sollecitato il C.d.A. Asia, l’Amministrazione Comunale con documenti sindacali, volantini, comunicazione agli organi di stampa, in particolare ai pennivendoli del mattino, che avevamo intenzione di partire con la raccolta differenziata e promuovere politiche di riciclaggio. Lo scorso autunno indicemmo un’assemblea pubblica nella quale denunciammo la svogliatezza e l’incapacità del C.d.A. e dell’Amministrazione Comunale di avviare una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti ( come dicono ora, tutti quelli che parlano bene). Denunciammo, altresì, una mancanza di personale per attuare questa finalità e questo servizio. Dicono che siamo fantasmi, spiegammo e spieghiamo invece, che noi siamo diventati fantasmi, poiché il nostro lavoro è usurante e centottanta lavoratori in quest’azienda hanno perso la salute con malattie respiratorie, tumorali, cardiache ecc. ecc. ed è evidente che non possono svolgere a pieno le loro mansioni. Bisogna accompagnarli alla pensione e sostituirli.
State attenti, noi lavoratori non siamo fantasmi, siamo quelli che ogni giorno con abnegazione e responsabilità rimuovono i rifiuti dalle strade, noi autisti facciamo turni massacranti e file interminabili per scaricare gli RSU nelle discariche, gestite da politici e camorristi. Le sistematiche campagne di delegittimazione volte a colpevolizzare gli operatori ecologici sortiscono l’effetto (allora voluto?) di contrapporre i cittadini alle giubbe arancioni. Più volte è capitato di subire minacce e aggressioni da parte di cittadini esasperati dallo schifo che sono costretti a vivere e subire. E o’ can’ mozzc’ o’ stracciat’ !
Ribadiamo per chi è duro di comprendonio, i lavoratori non sono la foglia di fico per nascondere le vostre vecchie e nuove vergogne!
Noi lavoratori autoconvocati salutiamo con gioia le inchieste che la magistratura ha iniziato a carico della Lavaget. Affare Lavaget, ennesimo affare losco dove sono coinvolti dirigenti sindacali, personaggi politici di tutti i colori, e sotto inchiesta i consiglieri di amministrazione. Otto anni or sono avevamo scritto volantini, indetto assemblee dove prefiguravamo gestioni clientelari di assunzioni in aziende satelliti.
Ancora oggi nell’azienda Asia in continuità con il passato, Fortini e Lupoli corresponsabili di questo schifo sono nella camera dei bottoni! Sciacquatevi la bocca quando parlate dei lavoratori e in particolare di quelli Asia.
Noi chiediamo l’azzeramento di questo Consiglio di Amministrazione!
Siamo noi che dobbiamo partecipare nelle nomine del Consiglio di Amministrazione di questa azienda, poiché noi conosciamo il territorio e le problematiche per la rimozione degli RSU. Noi le responsabilità ce le prendiamo tutte, quelle che ci competono, ma non accettiamo le responsabilità altrui!
LAVORATORI ASIA (Azienda Servizi Igiene Ambientale) Napoli
Ultima modifica il Lunedì, 12 Settembre 2011 18:25
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La CGIL ritorna in gabbia
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Era con questo titolo che il giornale “il Manifesto”, sabato 10 settembre, si occupava del “dopo-sciopero” del 6 settembre. Un giornale di certo non ostile alla Cgil, soprattutto dopo che essa aveva deciso di proclamare quello sciopero rispetto all’ennesima manovra finanziaria del governo, decisa il 13 agosto.
Una manovra “lacrime e sangue” contro tutti i lavoratori, la loro situazione economica e materiale (nel Pubblico Impiego ci sarà il blocco per anni delle retribuzioni e della contrattazione, a parte la miseria di quella decentrata), i loro diritti, cancellati dall’art. 8 del decreto-legge, con cui il governo stabilisce che gli accordi aziendali possano abolire parti di contratti nazionali e leggi, compreso lo Statuto dei Lavoratori sulla tutela dai licenziamenti privi di giusta causa.
Contro il parere della sua opposizione interna, della Fiom nazionale e dei sindacati di base, in “gabbia” la Cgil aveva scelto di finirci e soprattutto di farci finire i lavoratori, siglando con Cisl, Uil e Confindustria l’accordo interconfederale del 28 giugno, che prevedeva già accordi aziendali peggiorativi dei contratti nazionali (da approvare non dai lavoratori, ma solo dalla maggioranza dei membri delle RSU. Come dire: la democrazia sindacale è defunta!) e la limitazione del diritto di sciopero.
Poi, la fermata generale del 6 settembre, preceduta e accompagnata da scioperi articolati con blocco degli straordinari in molte aziende (l’una e gli altri partecipati anche dai sindacati di base), poteva dare l’impressione che i giochi non fossero ancora completamente fatti. Però…
…Però è venuta la riunione del Comitato Direttivo Nazionale della Cgil del 9 e 10 settembre, che ha deciso di difendere a spada tratta l’accordo del 28 giugno e di non dare sviluppo alla mobilitazione dei lavoratori contro il decreto-legge con forme di lotta nei luoghi di lavoro e nelle città, impostate in modo da non risultare pesanti per il salario e da coinvolgere i vari settori sociali: dai movimenti per i “beni comuni” (quelli della vittoria dei referendum di giugno), ai disoccupati, ai precari, al personale scolastico, agli studenti in procinto di rientrare nelle scuole e nelle università.
Il Comitato Direttivo si è limitato a indire una manifestazione per sabato 15 ottobre dei dipendenti pubblici (speriamo che non serva a disturbare quella fissata da tempo, che si svolgerà in contemporanea in tutti i Paesi dell’Unione Europea!); un’altra per fine ottobre o inizio novembre dei pensionati; una terza per fine novembre o metà dicembre per il lavoro: “campa cavallo, che l’erba cresce”!
E, nel frattempo (col beneplacito di Cisl e Uil, con cui - bontà sua!- la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, Dettori, si è complimentata per i loro presìdi alle prefetture degli ultimi giorni, i quali, piuttosto che essere di protesta, erano di incoraggiamento al governo a non mollare!), il decreto-legge si scaricherà con la sua portata devastante sulla pelle di chi lavora!
E’ per questo che i lavoratori hanno partecipato allo sciopero del 6 settembre???
Naturalmente, la manovra governativa non sarà scongiurata dalle intese comparse in varie aziende, in cui ci si impegna a non dare corso al famigerato art. 8 del decreto-legge.
Infatti, se la lotta non riuscisse a impedirne l’approvazione ed esso entrasse in vigore, potrebbe essere ugualmente messo in pratica tramite nuove intese tra certi sindacati (o certi loro esponenti) e le direzioni, gli uni e le altre, com’è dimostrato dall’esperienza, sempre pronti a cambiare le carte in tavola.
Il segretario della FIOM nazionale (Landini) e il coordinatore nazionale dell’opposizione interna alla CGIL (Rinaldini) si sono dichiarati nettamente contrari alla decisione del Comitato Direttivo, mentre il presidente del Comitato Centrale della FIOM (Cremaschi) ha rivendicato il diritto ad agire in forte dissenso da quella decisione.
GIUSTISSIMO! Anche a decreto già approvato dal Parlamento, per impedire che venga attuato nelle aziende e nei territori, uniamo le forze di chi non vuole abbassare la testa, costruiamo dal basso comitati unitari di lotta, diamo vita senza perdere tempo alla continuazione della mobilitazione e delle iniziative sindacali, contro l’art. 8 del decreto e contro tutto il decreto, contro anche l’accordo interconfederale del 28 giugno, tutti autentici assalti a chi lavora sotto padrone.
di Federico Giusti, 15.09.2011 COBAS PUBBLICO IMPIEGO PISA
Ultima modifica il Sabato, 17 Settembre 2011 12:08
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VERITA' E GIUSTIZIA PER MICHELE FERRULLI
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Nella notte di giovedì 30 giugno 2011 in via Varsavia, nei dintorni dell'Ortomercato di Milano, a pochi passi dalle case popolari del quartiere Ponti, Michele Ferrulli, di anni 51, è morto mentre era in stato di fermo a seguito di un intervento della Polizia. Michele abitava in un alloggio del quartiere Ponti che aveva occupato con la sua famiglia nel 1991, in condizioni di gravi necessità. Giovedì notte Michele ascoltava in strada musica con amici: la polizia, intervenuta per la segnalazione di schiamazzi, si è ingiustamente e violentemente accanita contro di lui. Due video testimoniamo i fatti: Michele a terra, con il viso contro il selciato, i colpi che gli vengono sferrati. Michele si è sentito male, è stato trasportato con un'autoambulanza al Policlinico di San Donato, dove hanno constatato il decesso. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio preterintenzionale.
E' questo il modo in cui la Questura intende mantenere la sicurezza nei quartieri? Con la violenza, la repressione, la morte di un uomo giusto?
Esigiamo che sia accertata la verità, che i responsabili vengano individuati e puniti, che cambino le concezioni e i metodi dell’intervento nei quartieri.
Michele era attivo nei movimenti di lotta per la casa, in difesa degli occupanti per necessità. Con lui perdiamo un compagno e un amico prezioso e generoso, aperto e disponibile. Chiediamo a tutti di riflettere. I ricchi che si arricchiscono sempre di più speculando sulla casa non corrono il rischio di fare la fine di Michele.
Per anni e anni il Consiglio di Zona, il Comune, l’Aler hanno lasciato in stato di abbandono il quartiere Ponti, come tanti altri quartieri degradati di Milano. Nel 2003 la Giunta Albertini l'ha affidato alla Soc. Romeo Gestioni, con risultati disastrosi. Dal primo ottobre 2009 la gestione è tornata in mano all'Aler, ma i problemi rimangono. Di recente nel quartiere Ponti sono stati effettuati sgomberi spietati di famiglie di occupanti, in condizioni di gravi difficoltà.
Al nuovo Consiglio di Zona 4, al nuovo sindaco, Giuliano Pisapia, alla nuova Giunta, al nuovo Consiglio comunale diciamo che deve cominciare subito il cambiamento delle politiche per la casa, per i quartieri di degrado ed esclusione.
Siamo vicini alla famiglia di Michele. Continueremo il nostro impegno con il ricordo di tanti che nei quartieri in condizioni di ingiustizia e oppressione hanno concluso la loro vita, nel ricordo di Michele, che contro l’ingiustizia ha saputo lottare, che una sera del giugno 2011 è uscito di casa e non c’è più tornato, che di ingiustizia è morto.
Venerdi' 8 Luglio 2011 ore 21.00 in Via del Turchino, Fiaccolata per non dimenticare Michele e per chiedere Verità e Giustizia.
-Amici d Michele - Comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti - Comitato inquilini via Maspero - Mercato pollame - Partito della rifondazione comunista zona 4 - Unione inquilini milano -Comitato Ponti occupanti per necessità -
Comitato Niguarda occupanti per necessità - Comitato Bruzzano occupanti per necessità, Comitato Abitanti di San Siro - Comitato Primaticcio - Comitato Ex Feltrinelli - Cs Cantiere - Micene - Sicet Milano - Unione inquilini Milano - Asia Rdb. Per adesioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. '; document.write(''); document.write(addy_text63519); document.write('<\/a>'); //-->\n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
COMUNICATO DI ADESIONE DEL S.I. COBAS
Mandiamo la nostra adesione per l’iniziativa che avete organizzato perché non passi impunita l’uccisione di MICHELE FERRULLI da parte della polizia. Nei quartieri degradati e che in buona parte sono abitanti da immigrati, la polizia impone la propria sicurezza militarizzando il territorio, reprimendo ogni manifestazione di chi risponde agli sfratti, di chi chiede di vivere all’interno di quattro mura, di chi lotta per una vita sociale migliore, di chi è non rientra nella “normalità e sicurezza” dallo Stato borghese, ed è in questa situazione, di forte repressione contro chi non accetta queste regole, che Michele Ferrulli è stato massacrato e ucciso di botte.
Tutto questo montare della repressione ( contro gli scioperanti che si oppongono al super sfruttamento nei magazzini della logistica, al movimento NO TAV, ai lavoratori della FINCANTIERI che protestano contro l’azienda che li vuole licenziare, contro chi non accetta questo sistema basato sullo sfruttamento) è connesso all’accentuarsi della crisi e alla necessità di controllare le lotte con il “bastone” perché viene meno la possibilità di controllarle con la “carota”. Tutto ciò, mentre i ricchi sono sempre più ricchi e i proletari e la popolazione che è più indigente sono sempre più poveri. Michele, come sostenete nel vostro comunicato “era attivo nei movimenti di lotta per la casa, in difesa degli occupanti per necessità. Con lui perdiamo un compagno e un amico prezioso e generoso, aperto e disponibile. Chiediamo a tutti di riflettere. I ricchi che si arricchiscono sempre di più”. Per non dimenticare, perché l’energia spesa nelle lotte da Michele Ferrulli non vada dispersa con la sua morte, ma il suo esempio sia seguito da altri lavoratori e dalle future generazioni di proletari. Per il S.I. Cobas A.M.
Ultima modifica il Domenica, 10 Luglio 2011 09:05
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