Mobilitazione in solidarietà ai lavoratori
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Dopo I provvedimenti disciplinari ai lavoratori più esposti nelle lotte e le violente cariche ai picchetti dei giorni scorsi, dopo i tentativi di criminalizzazione dei lavoratori in lotta, dopo l'ultima serrata da parte dell'Ikea che vuole licenziare 107 lavoratori come ritorsione alla determinazione dei lavoratori, la mobilitazione continua!
L'IKEA che ha cercato di mantenersi la faccia pulita scaricando sul consorzio CGS tutte le responsabilità di una trattativa sindacale intesa come imposizione autoritaria, ha ora gettato la maschera.
Ha svelato il volto vero della ferocia padronale che non vuole ostacoli. che è abituata alla concertazione al ribasso dei sindacati confederali, che vuole imporre il licenziamento di 107 lavoratori come atto di guerra agli operai che hanno incominciato a scioperare per l'applicazione di un già misero e risicato contratto nazionale, che fa proprio il dogma marchionne LAVORO = RICATTO e assenza di diritti da sempre in vigore nelle cooperative.
Per SABATO 10 novembre lanciamo quindi una giornata per la solidarietà di classe e per schierarsi a fianco di questi lavoratori che non hanno accettato il ricatto e stanno mettendo in gioco il loro lavoro e le loro vite protestando contro lo sfruttamento del sistema delle cooperative funzionale al profitto dei grandi marchi della logistica trasporto e distribuzione delle merci.
Un sistema di sfruttamento che in un momento di crisi strutturale dell'organizzazione capitalistica del lavoro acuisce i toni del comando e dell'imposizione di una compatibilità che al contrario i lavoratori rifiutano.
Per questo è giusto sostenere i lavoratori in lotta, per questo è giusto schierarsi alloro fianco per una lotta che è di tutte e tutti e per i diritti di tutti e tutte.
invitiamo tutti i compagni e le compagne, le strutture dell' autorganizzazione sociale e sindacale a partecipare alle iniziative di denuncia che si svolgeranno in molte città d'Italia davanti ai punti vendita ikea.
Per Milano l'appuntamento è
sabato 10 novembre alle ore 15,00 davanti all' Ikea di San Giuliano Milanese
(uscita tangenziale San Giuliano Milanese) per continuare in un secondo appuntamento
alle ore 17,30 all' Ikea di Carugate (uscita tangenziale Carugate)
Coordinamento di sostegno alle lotte dei lavoratori delle cooperative
ALTRE INIZIATIVE PROSSIME O GIA' EFFETTUATE A NAPOLI, ROMA, GENOVA, TORINO ....................................
Ultima modifica il Venerdì, 09 Novembre 2012 18:25
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6 novembre 2012 - Lotta Ikea - aggiornamento ore 12,30
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Dopo il nulla di fatto dell'incontro di ieri, questa mattina è stato riattivato il picchetto davanti al magazzino Ikea. Iniziato alle 5,30 è stato volontariamente sciolto alle 11,30. La polizia presente in massa ha a più riprese minacciato la carica per sgombrare gli ingressi. Gli operai non hanno desistito.
Si conferma la manifestazione per domani a partire dalle ore 17,30 a Piacenza con concentramento presso i Giardini Margherita (davanti alla stazione ferroviaria).
S.I. Cobas
Ultima modifica il Martedì, 06 Novembre 2012 13:53
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7 novembre corteo a Piacenza
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Polo Logistico Ikea Piacenza 2 novembre scene di "ordinaria" repressione di classe ma con anche una chiara indicazione politica di resistenza e lotta operaia.
I fatti ormai noti di venerdì 2 novembre all’Ikea di Piacenza mostrano il punto di arrivo della progressiva arroganza padronale supportata dagli zelanti organi dello stato (questura, sindaco, comune…).
D’altronde le tre settimane di lotta dei facchini della logistica del colosso svedese erano il segnale che ogni mediazione al ribasso non poteva essere in alcun modo accettata.
La lotta era ed è tuttora per i diritti almeno per quelli minimi previsti dal misero ccnl, ma è soprattutto per la dignità. I carichi di lavoro insostenibili, le discriminazioni interne allo stabilimento, l’inagibilità sindacale, le buste paga falsificate sono il dato materiale sul quale i lavoratori hanno deciso di lottare, ma a questo va aggiunto il non meno grave atteggiamento culturale paternalista, razzista, schiavista, escludente mostrato a turno da Camera di Commercio di Piacenza, sindacati confederali, questura, committente Ikea e consorzio CGS.
La resistenza operaia di queste settimane ha fatto piazza pulita di tutto questo e la giornata di venerdì ha fatto paura. Non si è ceduto di un solo passo e non si è voluto credere alle false promesse di ulteriori tavoli interlocutori comunque disattesi dalla stessa parte padronale.
I lavoratori sono uniti, inutile dividerli con licenziamenti e trasferimenti. E a loro si sono uniti i lavoratori di altri stabilimenti della logistica della zona: TNT, GLS…
Tutto ciò fa paura e tutto ciò deve essere spazzato via.
I solidali sono criminali “estremisti”, il SI Cobas che organizza sindacalmente i lavoratori in lotta vuole solo strumentalizzare, i lavoratori solo gente che deve essere manganellata perché se hanno un lavoro non devono protestare specialmente se sono “immigrati”.
E se addirittura i lavoratori costretti entrare nei pullman sui corpi dei loro compagni vogliono capire, vogliono fermarsi, vogliono unirsi alla lotta, allora li si chiude nello stabilimento galera e non li si fa uscire. Si direbbe sequestro di persona.
Infine arriva l’ultima carica: quella che dovrebbe essere decisiva.
Quella che dovrebbe ristabilire l’ordine costituito che vede nella proprietà privata e nello sfruttamento feroce dell’uomo sull’uomo le uniche due regole da mantenere nei termini di legge (la vostra legge!). Le forze dell’ordine spostano i lavoratori, li spingono lontano, cercano di frammentarli lanciando candelotti al CS. Ma la rabbia e la forza della resistenza rimane. I lavoratori urlano: domani saremo ancora qua.
Ed è così. Mercoledì 7 ci sarà un corteo nel centro di Piacenza.
E’ la risposta che la lotta non è finita.
È la risposta di classe all’Italia del pensiero unico dei padroni che vorrebbe far pagare ai lavoratori i costi della crisi strutturale frantumando salari e diritti.
È la risposta alla repressione già vista in altri settori della logistica come al Gigante di Basiano, all’ Esselunga di Pioltello come in altri posti di lavoro di altri settori dove i lavoratori non hanno minimamente preso in considerazione l' idea di rinunciare a lottare per salire sui tetti e poi scendere per sfinimento, senza creare sostanzialmente alcun danno al padroni, delegando a qualche "potere forte" la risoluzione dei loro problemi.
E’ la risposta al regime di democrazia autoritaria che vorrebbe non lasciare margine alcuno alle situazione di conflitto che si basano soggettivamente e oggettivamente in termini di classe e quindi in termini di incompatibilità di interessi .
Quali possono essere le mediazioni con l’applicazione in termini complessivi della strategia di Marchionne, assunta dall’intero arco politico istituzionale, basata su assenza di diritti in tutti gli ambiti della società .
L’unica soluzione è il conflitto attraverso la ricomposizione della frammentata classe operaia in un'unica identità e battaglia complessiva.
La trasformazione del bisogno oggettivo di comunismo in un'unica prospettiva strategica per la trasformazione rivoluzionaria del presente.
La lotta non si ferma con la repressione, per questo invitiamo tutti e tutte
Mercoledi 7 novembre al corteo a Piacenza con partenza ore 18,00 dai Giardini Margherita.
S.I. Cobas - Comitato a sostegno delle lotte nelle cooperative - Centro Sociale Vittoria
Milano 4 novembre 2012
Ultima modifica il Martedì, 06 Novembre 2012 13:43
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Mobilitazione in sostegno agli operai IKEA in lotta
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Da tre settimane, ormai, gli operai in lotta al Deposito Centrale IKEA di Piacenza, sostenuti da altri lavoratori del polo logistico piacentino operanti presso altri appalti, stanno presidiano e lottando contro il tentativo dell’IKEA e del Consorzio Gestione Servizi di espellere sindacato e lavoratori scomodi dai magazzini.
Nonostante la disponibilità del SI-Cobas ad affrontare le problematiche ad un tavolo tra le parti, IKEA e Consorzio hanno scelto la linea dura, negando il rientro di una quindicina di operai, tra delegati ed attivisti del SI-Cobas sospesi dal servizio, con l’intenzione di trasferirli in altri appalti e ventilando il licenziamento per tre di loro.
Nel frattempo circa 80 lavoratori, che recentemente avevano cominciato la protesta contro paghe miserrime e per un’equa distribuzione del lavoro, sono stati lasciati a casa (senza nessuna sospensiva dal lavoro) per oltre due settimane senza nessun motivo esplicitato da parte del Consorzio e delle Cooperative di appartenenza (Cristall, San Martino ed Euroservizi).
Agli operai che attualmente stanno lavorando è riservata, invece, una martellante campagna terroristica che obbliga, sotto ricatto, gli iscritti al SI-Cobas a dare disdetta se vogliono continuare a lavorare, cooptandoli, in alcuni casi, direttamente tra le braccia di sindacati compiacenti e filo-padronali come la CISL, sempre pronti ad affossare la lotta degli operai e a sostenere chi li sfrutta.
Alla lista di proscrizione IKEA/CGS si aggiunge il loro tentativo di far sottoscrivere forzosamente agli operai che stanno lavorando un appello che va contro i loro compagni che sono stati estromessi, nel tentativo di metter gli uni contro gli altri per agevolare la loro politica antisindacale.
In questi giorni di presidi, blocchi, cariche, feriti, denunce, mobilitazioni davanti ai negozi Ikea… gli operai hanno tenuto testa al tentativo di far fuori loro e le rivendicazioni che accompagnano questa lotta.
La campagna antioperaia ed antisindacale si rafforza ogni giorno che passa con la discesa in campo di soggetti politici, sindacali e datoriali che vogliono estirpare l’autorganizzazione operaia dai loro appalti e dai loro affari milionari.
C’è chi si appella alla convocazione urgente del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, come il deputato del PDL Foti, contro la “minoranza di violenti”; chi da dell’irresponsabile al nostro sindacato, come i confederali pronti a fare nuovi iscritti sotto ricatto ed in combutta con il padronato (CISL in particolare); chi è chiamato a manganellare gli operai per salvaguardare questo sistema di sfruttamento, violenza e coercizione, garantendo la liberà del mercato e schiacciando la dignità dei lavoratori.
Con questo appello lanciamo una campagna di sostegno alla lotta in corso ed invitiamo lavoratori e forze solidali a mobilitarsi in modo attivo.
- Da questo sabato 3 novembre invitiamo ad organizzare volantinaggi e presidi per portare la nostra voce davanti ai negozi IKEA presenti in Italia diffondendo il volantino Lettera aperta degli operai Ikea rivolto alla clientela che chiamiamo a compiere un gesto solidale
- Il primo appuntamento imminente, invece, rivolto a chi è nelle vicinanze territoriali del nostro Deposito è Venerdì 2 Novembre a partire dalle ore 06:00 al presidio per partecipare alla mobilitazione e all’assemblea che terremo davanti ai cancelli nel corso della mattinata.
Lavoratori SI-COBAS, Deposito Centrale IKEA di Piacenza 01/11/2012
Ultima modifica il Giovedì, 01 Novembre 2012 15:17
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Ikea - 6 novembre 2012 - aggiornamento ore 12,30
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Dopo il nulla di fatto dell'incontro di ieri, questa mattina è stato riattivato il picchetto davanti al magazzino Ikea. Iniziato alle 5,30 è stato volontariamente sciolto alle 11,30. La polizia presente in massa ha a più riprese minacciato la carica per sgombrare gli ingressi. Gli operai non hanno desistito.
Si conferma la manifestazione per domani a partire dalle ore 17,30 a Piacenza con concentramento presso i Giardini Margherita (davanti alla stazione ferroviaria).
S.I. Cobas
Ultima modifica il Martedì, 06 Novembre 2012 13:52
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