Nella giornata dello sciopero nazionale della logistica e del trasporto, oggi il SI Cobas assieme al Movimento di Lotta - 7 Novembre e al Comitato Lavoratori del Porto ha bloccato per oltre 2 ore la circolazione delle merci al Porto di Napoli. La protesta ha visto in prima fila i licenziati SOTECO già protagonisti di altre analoghe iniziative di lotta negli ultimi mesi per ottenere il reintegro e imporre il rispetto delle normative sulla sicurezza in un area in cui si moltiplicano ogni giorno incidenti ed infortuni. I padroni la lotta contro gli sfruttati la fanno tutti i giorni e noi stiamo iniziando ad alzare la testa per rispondere ai loro continui attacchi e alla condizione di miseria, precarietà, sfruttamento e disoccupazione in cui ci hanno ridotto. Durante l'iniziativa molti lavoratori ci hanno chiesto informazioni per unirsi alla lotta. Abbiamo proseguito, dopo il blocco, in corteo dentro al Porto, continuando a rallentare la circolazione, fino a Palazzo San Giacomo al Comune di Napoli, dove ci era stata comunicata la disponibilità alla nostra richiesta urgente di un tavolo con l'Assessorato al Lavoro del Comune - che ci era stato confermato a seguito del blocco - finalizzato a coinvolgere anche la Prefettura con tutte le vertenze (disoccupati, licenziamenti, sicurezza sui posti di lavoro) che nel frattempo si sono unite in piazza (lavoratori dell'Anm della CUB, della CULP e lavoratori disabili).

In serata si è poi svolto un tavolo tecnico al comune per la vertenza dei disoccupati 7 novembre, che proseguono quotidianamente la lotta per il lavoro stabile e sicuro e a salario pieno. La grande partecipazione dei disoccupati all'iniziativa di blocco del Porto è la dimostrazione della maturità di questo movimento, il quale non si limita più a condurre la lotta sotto i palazzi istituzionali, ma ha compreso che questa lotta può essere vincente solo collegandosi alle mobilitazioni operaie e ponendo l'emergenza disoccupazione nel quadro più complessivo della contraddizione capitale-lavoro.

La lotta per il lavoro ai disoccupati non può essere disgiunta dal tema dello sfruttamento e dell'oppressione imposta sui luoghi di lavoro in nome del profitto e degli interessi capitalistici. Nel frattempo, a Pomigliano, il SI Cobas FCA ha organizzato delle assemblee ai cancelli 2 e 3 dello stabilimento, mentre nei piani alti le burocrazie sindacali e la dirigenza discutevano delle sorti dei trasfertisti a Cassino. Al tavolo ufficiale ne è venuta fuori l'ennesima presa in giro per gli operai: nessuna data certa di rientro e niente soldi in più per le trasferte. L'accordo siglato prevede una proroga dei contratti di solidarietà ancora per un anno, il rinvio a settembre del piano industriale, la conferma delle trasferte per tutti fino a dicembre 2017, e solo successivamente a questa data si ridiscuteranno i nuovi parametri per chi vorrà rimanere a Cassino. Questo conferma che solo con la lotta e l'arma dello sciopero si potrà porre fine ai ritmi insostenibili a cui sono sottoposti gli operai di Pomigliano e alle assurde trasferte a cui sono costretti i 320 che oggi vanno a Cassino. Trasferte che hanno tutta l'aria di possibili nuovi esuberi. Anche a Pomigliano costruire un sindacato di classe e combattivo è oggi quanto mai necessario per tutelare i diritti dei lavoratori e rilanciare la battaglia per l'abbassamento dei ritmi, l'aumento delle pause e la garanzia di una data certa sulla fine delle trasferte e il pagamento di tutte le indennità.

La giornata del 16 giugno ha bloccato gran parte della circolazione sia delle merci che dei passeggeri, a partire da Alitalia e dal trasporto pubblico locale per finire con le centinaia di magazzini della logistica che ieri si sono fermati: non è un caso che lo stesso Renzi sia stato costretto ad attaccare lo sciopero, rammaricandosi perchè il parlamento non ha ancora varato una legge antisciopero ancora più dura, e affermando che questa mancanza ha fatto si che il paese rimanesse ostaggio di "sigle minori"... Una contraddizione in termini: se le sigle promotrici dello sciopero fossero così piccole e insignificanti, di certo non avrebbero potuto produrre tanti disagi...Il nervosismo dei padroni, dei loro lacchè istituzionali e dei maggiordomi di CGIL-CISL-UIL è la dimostrazione di come l'unitòà del sindacalismo di classe può seriamente costituire un ostacolo alle loro manovre.

Esprimiamo totale solidarietà e vicinanza a tutti i lavoratori e tutti i settori che sono scesi a scioperare, in particolare ai compagni e compagne che hanno subito per l'ennesima volta la violenza dello Stato all'Alcar Uno di Modena. sprimiamo gioia e soddisfazione per la revoca dei provvedimenti restrittivi al coordinatore nazionale del SI Cobas Aldo Milani, finalmente libero di poter tornare in prima fila al fianco dei lavoratori e dei facchini.
 
L'unità delle lotte è determinante. Vincere è possibile!

Cassa di Resistenza

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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